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Un'arnia urbana DIY in un giardino che rpesto diventerà pubblico? Foto di Silvia Rivoltella

Gli spazi aperti e pubblici sono il luogo privilegiato di concertazione, mediazione, mitigazione delle diversità. Un campo aperto all'espressione di pratiche individuali e collettive tutte da sperimentare.

Il progetto mira supportare nella periferia quei soggetti che sperimentano usi e pratiche nello spazio pubblico innescando dinamiche inedite e provocando nuove sinergie tra spazi e persone.

La periferia di Milano è una geografia complessa di luoghi, servizi, abitanti, culture, comunità che costituiscono un mix originale che proietta nello spazio pubblico istanze, immaginazioni e bisogni da riconsiderare.

Dopo una prima fase di mappatura e selezione di realtà e luoghi - che in parte confluiranno nell’Atlante Periferico - saranno attivati processi mirati di co-progettazione di dispositivi minimi permanenti o temporanei (arredi urbani, installazioni, microarchitetture) pensati per sostenere azioni di natura sperimentale, ricreativa, conviviale, culturale generatrici di nuove spazialità in pubblico.

Il processo proposto ha come precondizione il coinvolgimento di alcune risorse produttive individuate sul territorio - in sinergia con il progetto Preferisco qui a cura di Nicla Dattomo - e di alcune delle realtà incontrate nei Super Tour, oltre che la collaborazione con i format degli altri progetti di SUPER, sui temi del tempo libero, del teatro, della danza, del cibo, etc.

Il progetto si struttura in due diverse fasi: una che si dipana nei mesi del “festival lento” (settembre 2016 – aprile 2017), rispondendo a suggerimenti e richieste di alcuni dei soggetti incontrati e assumendo come opportunità momenti dell’agenda degli eventi culturali di Milano; una seconda più legata al programma di eventi della festa finale di SUPER, il festival delle periferie a Milano.