Dicono di Noi

Arcipelago Milano

6 Aprile 2016
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Arcipelago Milano

Una vecchia tipografia trasformata in co-working per graphic designer che imparano l’arte della stampa in Ripamonti, una piazza temporanea che riqualifica in estate Chiaravalle, uno skatepark che attira skaters da tutta Europa a Gratosoglio, un ex manicomio trasformato in residenze artistiche, un’application di quartiere per scambiarsi i libri a Rogoredo. Anche questa è Milano e Super, il festival lento delle periferie, nasce per raccontarla. Le periferie sono i cuori di scorta delle città, troppo poco raccontati o raccontati in negativo. Nell’immaginario, infatti, la periferia è per antonomasia il luogo del “disagio” il luogo “lontano”, il luogo da cui scappare, soprattutto se si è giovani, il luogo delle vecchie case popolari e dei brutti fatti di cronaca. Certo, i problemi ci sono, ma la periferia è anche è lo spazio in cui comunità, associazioni, singoli individui si auto-organizzano dal basso e promuovono servizi, attività culturali, sociali, ambientali sportive e di welfare. Facendo questo, contribuiscono attivamente a rigenerare aree che altrimenti smetterebbero di vivere; ma la periferia è anche il luogo dove si pensano e organizzano nuovi sistemi abitativi, attraverso progetti di social housing o co-housing che si inseriscono in contesti dove la presenza di popolazione immigrata ha creato mix culturali e sociali ormai consolidati; ed è anche il luogo di investimenti a costi praticabili, e quindi di crescita di piccole e grandi esperienze imprenditoriali: start up, luoghi di co-workingfab lab, sempre di più si tengono lontani dal centro perché è troppo costoso, e anche perché il Comune di Milano offre spazi e opportunità.

Super” è nato proprio per dare forma narrativa a pratiche e realtà attive e potenziali, e per contribuire a una narrazione positiva che contribuisca a ridefinire semanticamente il termine “periferia”, attraverso la ricerca, il racconto e l’interazione con le realtà che attivano pratiche culturali, territoriali, ambientali, economiche, sociali in un territorio con un potenziale molto alto.

Per questo abbiamo costituito l’associazione culturale TumbTumb (*) composta da architetti, fotografi, designer, antropologi, esperti del mondo della cultura, dell’ambiente, dell’urbanistica. Un gruppo eterogeneo di persone, che vogliono attivare un dialogo con chi abita, amministra e vive questi territori, con l’obiettivo di conoscere, in maniera approfondita la loro dimensione e con la volontà di promuovere progetti per costruire un grande archivio (ovviamente online) a disposizione di tutti che verrà acceso in una festa finale.

Il festival sarà un percorso lento e diviso in tre atti dove dopo una prima parte di tour conoscitivi, si passerà a progetti e produzioni per culminare poi in una festa finale nell’estate del 2017, e tutta la città sarà invitata a partecipare.

Il primo atto: i Tour – Sono iniziati a novembre del 2015, e consistono in un percorso lento e itinerante che si muove in senso antiorario intorno a Milano. In ogni luogo contattiamo una guida che possa raccontare le esperienze della realtà che si vuole incontrare. l tour sono la bussola di ulteriori incontri che serviranno alla creazione di sinergie per la realizzazione della nostra seconda tappa del festival.

A oggi siamo al quinto tour: partiti da Chiaravalle, abbiamo fatto tappa nei quartieri di Gratosoglio e Stadera, fino a risalire da Rogoredo-Santa Giulia verso Molise-Calvairate. Le realtà che incontriamo sono molto diverse tra loro, dagli ortisti abusivi o comunali, ai laboratori di quartiere, agli skatepark, ai teatri, alle realtà artigianali, alle librerie di condominio fino alle biblioteche di quartiere. L’obiettivo è ascoltare, prestare attenzione, fare domande. Una videocamera e  alcune macchine fotografiche ci accompagnano costantemente.

Tutti i tour vengono riassunti in un diario di viaggio che aggiorniamo sul sito www.iosonosuper.com e che diventeranno, a tour finiti, un libro vero e proprio.

Il secondo atto: I progetti – Una volta terminati i tour, Super diventerà un laboratorio, nel quale ognuno di noi diventerà curatore di un tema specifico e interagirà con gli abitanti, i soggetti e le esperienze incontrate. Non solo narrazione e osservazione, quindi, ma anche la realizzazione di azioni e performance che mettano in rete l’esistente e esprimano in modo diffuso diversi linguaggi delle forme della socialità e delle culture dell’abitare che sono stati incontrati attraverso le competenze di ognuno. I progetti, a oggi, sono 13. Carlo Venegoni (un architetto) ed Elena Dragonetti (una danzatrice professionista) esploreranno tutte le forme della danza che avvengono in luoghi informali e che appartengono a comunità diverse con l’obiettivo di coinvolgerle in uno spettacolo inedito; Filippo Romano, un fotografo, sperimenterà un tutorial fotografico per costruire una rete di giovani narratori insider.

Michele Aquila progetterà un tour di 100 km intorno alla periferia identificando nuovi percorsi di una Circle line immaginaria. Con lo stesso approccio verranno sviluppati tanti altri temi: la letteratura verrà portata nei cortili grazie a Elisa Sabatinelli, il cibo e la sostenibilità verranno raccontati in video attraverso i loro protagonisti grazie a Diletta Sereni e Nicolò Scibilia, alcuni progetti teatrali verranno selezionati da Francesco Grandi e Silvia Bovio e un mezzo di trasporto pubblico, la 90/91, diventerà un dispositivo a uso di alcuni artisti per essere raccontata in tutte le sue dimensioni in un progetto curato da Federica Verona.

Ogni allestimento e arredo urbano verrà curato da Gianmaria Sforza a partire da una famiglia di arredi urbani che ogni falegnameria di quartiere può già riprodurre in licenza gratuita per attrezzare spazi pubblici e giardini. Parallelamente cercheremo di dare voce a tutti i protagonisti che in questi anni hanno attivamente lavorato e sono stati presenti nei quartieri milanesi e che hanno un ruolo anche nella trasformazione delle periferie milanesi. Tutte le produzioni verranno raccolte sul nostro archivio online, una piattaforma web capace di ospitare video, foto, aggiornamenti, e una mappa aggiornata che a breve sostituirà l’attuale sito.

Il terzo atto: La festa finale – Un grande momento di confronto previsto per la fine estate 2017, in cui vogliamo realizzare un primo vero simposio che accenda la periferia in tutte le sue parti a partire da tutte le sue risorse, un grande palinsesto di appuntamenti in cui metteremo in scena i progetti realizzati, e valorizzeremo le realtà incontrate. Sarà inoltre anche l’occasione per aprire le periferie a un confronto non solo locale ma anche internazionale attraverso l’invito di esperienze nate in altre città estere.

Sappiamo che il progetto è molto ambizioso, ma ci impegneremo nel portarlo avanti. Perché crediamo fortemente che la cultura sia un grande motore sociale e i quartieri periferici siano, in questo senso, davvero promettenti proprio perché sono luoghi da cui imparare a progettare