News

"La vita tra le case" il primo laboratorio de "Le sette giornate di Super"

17 Gennaio 2018

Sabato 27 gennaio in Via Montegani, nello spazio A delle Quattro Corti di Stadera, si terrà il primo dei 5 laboratori de "Le 7 giornate di Super, il festival delle periferie" un progetto sostenuto dalla European Cultural Foundation. Jacopo Lareno e Ambra Lombardi condurranno il laboratorio a porte chiuse del pomeriggio insieme ad alcune delle realtà che abbiamo incontrato durante i tour con l'obiettivo comune di costruire una parte del vocabolario condivisio che a fine processo racconteremo alla città e a chi la governa. Saremo ospiti della Cooperativa Noicoop del Consorzio Cooperative Lavoratori e della cooperativa Dar Casa. Abbiamo inoltre invitato due ospiti che, con uno sguardo esterno e attento, seguiranno i lavori. Con noi ci saranno infatti Erika Mattarella del Consorzio Kairòs che segue in particolare il progetto dei bagni pubblici di Via Agliè a Torino e insieme a lei Stefano Laffi docente di sociologia urbana presso l’Università Bicocca di Milano e fondatore della Cooperativa sociale Codici dove lavora seguendo progetti di ricerca e intervento sui temi della coesione sociale, del protagonismo, della partecipazione.

A fine lavori apriremo le porte per un incontro pubblico dove tireremo le fila di quanto accaduto durante il pomeriggio e ascolteremo gli interventi dei nostri ospiti. Ma di cosa tratterà il laboratorio? 

Lo raccontiamo con le parole dei facilitatori stessi: Jacopo Lareno e Ambra Lombardi, appunto. È nel tra che sta l’oggetto di questo tavolo di lavoro. Un tra che si riferisce al significato di abitare inteso non come momento (la casa nel senso dell’appartamento) ma come processo.  Un processo fatto di tempo, relazioni e poteri, luoghi e spazi, pratiche di cura e condivisione. Vita tra le case è un allargare lo sguardo per farci domandare cosa ci fa sentire davvero a casa, guardando oltre le mura domestiche?

E’ da questa frase che ha preso avvio il tavolo Vita tra le case, un momento di ricognizione aperta sul tema dell’abitare a partire da alcune domande di avvio.

Come prendersi cura dello spazio abitato? Chi ne è responsabile? Chi ne decide? Quali spazi/luoghi fra le case incoraggiano la socialità? Quando la differenza tra vicinati (abitanti e/o spazi) è una risorsa? Quando una criticità? Quando una necessità? Come ‘abitare’ in maniera condivisa un quartiere?

Il laboratorio ha così intrapreso un percorso di dialogo e scambio con l’obiettivo di istruire delle questioni nodali che saranno alla base del laboratorio che si terrà sabato 27 gennaio. Il ragionamento, ha visto due tappe significative: un primo momento volto alla presentazione dei soggetti e alla declinazione del tema a partire dalle proprie esperienze; un secondo momento durante il quale, attraverso uno sforzo di astrazione, si sono individuati alcuni temi chiave ricorrenti e caratterizzanti le diverse esperienze, cercando di comporre una mappa concettuale condivisa.

Nella prima parte del tavolo di lavoro è così emerso un concetto di abitare ampio, inteso come processo di cura delle relazioni e dello spazio - fisico e metaforico - in cui queste si sviluppano. Un processo di affezione e attenzione esteso a tutti quegli spazi condivisi che generano e favoriscono la socialità. Per questo motivo il tavolo Vita tra le case ha orientato il proprio lavoro verso l’indagine della dimensione sociale e di coesione che caratterizza tutte le esperienze presenti interrogandosi sul significato di comunità e socialità. La varietà dei soggetti ha permesso di indagare il tema sotto varie dimensioni - nella relazione con il lavoro, con l’ambiente domestico, con le appartenenze identitarie - ma allo stesso tempo il tavolo ha rimarcato l’assenza di una componente maggiormente connessa al trattamento delle marginalità abitative, così come di spazi con mandato culturale che si vorrebbero ri-convocare per il laboratorio.

Nella seconda parte di lavoro, seguendo il ragionamento intrapreso, il tavolo ha voluto esplorare i ‘nuclei tematici’ di socialità e coesione per cominciare a definire alcune questioni rilevanti per rappresentare la centralità di queste esperienze nella costruzione di città e politiche inclusive. Nello specifico sono emerse alcune declinazioni possibili e caratteristiche (anche compresenti): (in)sicurezza, risposta a bisogni condivisi, prossimità/condivisione, costruzioni identità e senso di appartenenza. Declinazioni solo accennate che mostrano una prima pista di lavoro interessante da indagare nella fase successive del lavoro.

Infine, con l’obiettivo di individuare alcuni nodi critici per le politiche (non solo pubbliche) ed elementi di rilancio chiave, il tavolo ha condiviso lo sforzo di ‘modellizzare’ le esperienze dei partecipanti provando ad indicare per ognuno i fattori di innesco, i fattori abilitanti e i fattori di consolidamento.

Verso il laboratorio del 27 gennaio:

Il tavolo e la discussione dei partecipanti hanno fatto emergere alcune proposte di lavoro che potranno essere oggetto del laboratorio di sabato 27 gennaio per rilanciare i lavori con l’obiettivo di costruire un risultato pubblico. In particolare sono emerse tre piste di lavoro che potranno costituire le attività principali della giornata:

la prima prende avvio dal tema della socialità, possibile oggetto di un primo lavoro a gruppi (le dimensioni, la capacità di inclusione, il ruolo nei quartieri) con l’obiettivo di costruire alcune definizioni chiave del tema;

  • la seconda nell'approfondimento dei casi attraverso lo schema innesco/abilitazione/consolidamento utilizzando degli strumenti di racconto delle esperienze capaci di far emergere elementi utili all’indirizzo delle policy e quindi alla costruzione di punti di attenzione per il decisore;

  • la terza legata al tema del consolidamento, dove attraverso un esercizio progettuale si invitano i presenti a ragionare su quali strumenti permetterebbero il rafforzamento della loro esperienza.

Queste tre possibilità rappresentano una suggestione che vuole saper accogliere altri stimoli, visioni e desiderata che emergeranno nelle prossime settimane dai partecipanti.