Urban Symphony

Cosa può fare l’arte per ritrovare quel linguaggio comune, la riappacificazione tra i luoghi della città e i suoi abitanti, mantenendo un legame tra ciò che la città era e ciò che la città sarà o sta diventando?

Qual è il linguaggio più immediato che può aiutare in questo processo, coinvolgendo comunità e artisti in un percorso di scoperta, o ri scoperta, dei proprio luoghi di origine e di arrivo nella città o intorno alla città?

Il progetto nasce dall’esigenza di capire se c’è una possibilità di riconnettere tra loro gli elementi del territorio (di un tempo, di oggi, di domani) costruendo un percorso di analisi sul campo che abbia come esito una performance urbana, che in pochi minuti racconti, attraverso suoni e corpi, cos è quel luogo e cosa è stato. Partiamo dalle periferie perché contengono in sé contraddizioni che sono o non sono riuscite a creare armonie, contrappunti di culture diverse, arredo urbano che non sempre ha un evoluzione lineare e non sempre si integra col paesaggio naturale. Partiamo dalle periferie perché il progetto US vuole dare suono, voce, corpo a tutti coloro che compongono una periferia, che siano persone o arredo urbano. L’integrazione spesso è impossibile perché si resta ancorati solo alla propria cultura o al proprio linguaggio. US attraverso, il suono e la voce ha l’obiettivo di trovare un terreno comune che vada oltre al linguaggio, che lo superi, lo destrutturi creando qualcosa di nuovo, frutto soprattutto delle differenze e delle contraddizioni. Usare le differenze e le contraddizioni è come lo faremo.